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Tassa di soggiorno, spiegata

L'imposta di soggiorno spiegata semplice: chi la paga, chi la versa, le esenzioni che cambiano da comune a comune e la dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. Aggiornata 2026.
Acquerello di monete, ricevute e un piccolo timbro comunale su scrivania illuminata da luce calda
Aggiornata · ottobre 20267 mingratisente: Comune + Agenzia delle Entrate
In questa guidaCos'è (e dove si applica)Chi la versa e chi è responsabileLe esenzioni (cambiano da comune a comune)Le scadenze (sono due, e separate)Come si fa, passo per passoGli errori che costanoIl prossimo 30 giugno e gli intermediariAttenzione: la tassa non è l'ISTAT, e non è AlloggiatiDomande velociQuanto rischi davvero
In sintesi
enteComune + Agenzia delle Entrate
quandoversamenti periodici + dichiarazione 30 giu
aggiornataottobre 2026
Portale ufficiale ↗

Di tutti gli adempimenti dell'host, la tassa di soggiorno è quella che sembra più innocua e nasconde più trappole. In teoria è semplice: l'ospite paga qualche euro a notte, tu li raccogli e li giri al Comune — funziona come l'IVA, incassi per conto di un ente e poi versi. Il punto è che non finisce lì: oltre a versare, devi dichiarare, e la dichiarazione è un adempimento a parte, nazionale, con una scadenza che non perdona: il 30 giugno. E c'è una cosa che spiazza tutti: il responsabile, davanti al Comune, sei tu — non l'ospite. Vediamo come funziona, senza burocratese.

#Cos'è (e dove si applica)

È un'imposta locale (art. 4 del D.Lgs. 23/2011) che i capoluoghi di provincia, le unioni di comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte possono istituire sui pernottamenti. Due conseguenze pratiche: la pagano gli ospiti, per le notti passate da te (se i residenti siano esenti lo decide il Comune); e non c'è in tutti i Comuni — ognuno decide se applicarla, a quanto, e con quali esenzioni. Roma, Venezia e un paese di collina hanno regole e tariffe diverse. La prima cosa da fare è leggere il regolamento del tuo Comune (sezione "Tributi" / "Imposta di soggiorno" del sito, o l'ufficio tributi).

#Chi la versa e chi è responsabile

La paga l'ospite, ma a raccoglierla e versarla sei tu. E dal 2020 (Decreto Rilancio) la legge è netta: il gestore è responsabile d'imposta, con diritto di rivalsa sull'ospite (art. 4 c. 1-ter). Tradotto in soldi: se un ospite si rifiuta di pagare, l'imposta la versi lo stesso al Comune — poi è un problema tuo recuperarla da lui. Vale per tutti: case vacanza, B&B, affittacamere, locazioni turistiche, anche occasionali, anche se prenotano via Airbnb o Booking.

#Le esenzioni (cambiano da comune a comune)

Quasi ovunque alcune categorie non pagano, ma quali — e con quali soglie — lo decide il singolo Comune. Le più comuni: i bambini sotto una certa età (può essere 10, 12, 14… dipende dal Comune), le persone con disabilità e chi le accompagna, gli accompagnatori di degenti, a volte le forze dell'ordine in servizio. Spesso c'è anche un tetto di notti oltre il quale non si paga più. Morale: non dare per scontata l'esenzione "dei minori" — verifica l'età esatta nel tuo regolamento, perché è lì che si sbaglia il calcolo.

#Le scadenze (sono due, e separate)

Qui sta il nodo. Due adempimenti distinti che molti confondono:

  • Il versamento al Comune. Giri al Comune quanto hai incassato, con la cadenza che stabilisce lui — spesso mensile o trimestrale (con F24 o PagoPA, secondo il Comune). Diversi Comuni chiedono anche una rendicontazione periodica, e alcuni un riepilogo annuale comunale (il Modello 21, in genere entro il 30 gennaio). Su quest'ultimo c'è una novità: a gennaio 2026 la Cassazione (Sezioni Unite, ord. 1527/2026) ha stabilito che il gestore è responsabile d'imposta, non più agente contabile. Però alcuni Comuni (Milano, per esempio) continuano a richiederlo. Quindi: non darlo per morto, verifica il regolamento del tuo Comune.
  • La dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate. Una sola scadenza nazionale: 30 giugno, riferita all'anno precedente (per il 2026 → 30 giugno 2027). Telematica, separata dal versamento.

La regola d'oro: essere in regola con i versamenti non ti esonera dalla dichiarazione. Sono due cose diverse.

#Come si fa, passo per passo

  • Riscuoti dall'ospite e rilascia ricevuta. Dillo chiaro prima dell'arrivo o al check-in (quanto, e se è incluso o a parte).
  • Versa al Comune entro le sue scadenze, e conserva le ricevute.
  • A giugno, dichiara all'Agenzia delle Entrate. Entri nell'area riservata dell'Agenzia e apri l'applicazione «Imposta di soggiorno», oppure ti rivolgi a un intermediario abilitato (CAF, commercialista). Inserisci le presenze (ospiti per notti) a tariffa ordinaria, ridotte ed esenti e l'importo versato al Comune, suddivisi per trimestre. Una dichiarazione per Comune: più strutture nello stesso Comune stanno nella stessa dichiarazione, un riquadro per ciascuna. Invii e conservi la ricevuta.

#Gli errori che costano

  • Pensare che versare basti. L'errore più diffuso: paghi tutto puntuale al Comune e poi salti la dichiarazione di giugno.
  • Saltare la dichiarazione "a zero". Anche senza ospiti o incassi, va inviata lo stesso (dichiarando zero).
  • Sbagliare l'esenzione dei minori usando un'età sbagliata: controlla la soglia del tuo Comune.
  • Confondere chi dichiara cosa. Se la piattaforma incassa e versa l'imposta, la dichiarazione per quei soggiorni la presenta lei; tu dichiari i soggiorni in cui hai incassato tu.
  • Non conservare i giustificativi (ricevute, dichiarazioni di esenzione degli ospiti, F24): in un controllo servono.

#Il prossimo 30 giugno e gli intermediari

Due cose. Primo: la dichiarazione del 2026 si fa entro il 30 giugno 2027 — niente corsa dell'ultimo minuto. Secondo: l'obbligo vale anche per gli intermediari (non è una novità del 2026: deriva dalla disciplina sulle locazioni brevi) — property manager, portali, piattaforme e agenti immobiliari che incassano per conto dei titolari diventano anch'essi responsabili d'imposta e devono dichiarare. Se gestisci da solo la tua casa cambia poco; se ti appoggi a un gestore che incassa per te, per quei soggiorni l'obbligo tocca a lui.

#Attenzione: la tassa non è l'ISTAT, e non è Alloggiati

Tre adempimenti diversi, enti diversi:

  • Tassa di soggiorno → Comune (più dichiarazione all'Agenzia delle Entrate), è un'imposta. (questa guida)
  • Alloggiati Web → Questura, sicurezza, dati del singolo ospite entro 24 ore.
  • Ross1000 / ISTAT → Regione, statistiche, numeri aggregati, mensile.

Sono separati e vanno fatti tutti. (E sì, a volte gli stessi numeri servono in più posti: motivo in più per tenerli in ordine una volta sola.)

#Domande veloci

  • La pago io o l'ospite? La paga l'ospite; tu la raccogli e la versi. Ma il responsabile verso il Comune sei tu.
  • E se l'ospite non vuole pagarla? La versi lo stesso, poi puoi rivalerti su di lui.
  • Devo dichiarare anche senza ospiti? Sì, dichiarazione a zero.
  • Ho già versato tutto al Comune: devo fare anche la dichiarazione di giugno? Sì. Sono due cose diverse.
  • Affitto solo su Airbnb che incassa e versa la tassa: la dichiaro io? Per quei soggiorni la dichiarazione la presenta la piattaforma. Il tuo Comune però può chiederti di riportarli nei suoi riepiloghi.
  • Quanto si paga? Dipende dal Comune (di solito pochi euro a notte, più alti nelle grandi città).

#Quanto rischi davvero

Niente terrorismo, ma qui le cifre pesano più che altrove perché sono in percentuale. Sono sanzioni amministrative (non penali): per la dichiarazione omessa o infedele si va dal 100% al 200% dell'imposta dovuta per le violazioni fino al 2026; dal 1° gennaio 2027, il 100% del non versato se la dichiarazione manca e il 40% se è infedele, minimo 50 € (D.Lgs. 147/2026). Per il versamento omesso o parziale, il 25% (art. 13 D.Lgs. 471/1997; dal 2027 la regola passa al testo unico D.Lgs. 173/2024). E i controlli sono facilitati: i dati che mandi per la sicurezza arrivano anche all'Agenzia delle Entrate e poi ai Comuni, in forma anonima e aggregata per struttura. La buona notizia: è tutto evitabile con un minimo di metodo — incassare, versare, e segnare i numeri man mano.

Il modo semplice

Il problema, di nuovo, non è la difficoltà: è tenere il conto di un anno intero di soggiorni — presenze, notti, esenzioni — e ritrovarsi a giugno a ricostruirli a mano. Palolem tiene questo storico mentre lavori: per ogni soggiorno prepara il file della tassa, con ospiti, notti, esenzioni e importo. Il riepilogo annuale per la dichiarazione oggi Palolem non lo fa: a giugno sommi tu, partendo da file già pronti. Il calcolo lo prepariamo noi; l'ultima parola — e la dichiarazione — restano tue.

Il modo semplice

Le guide spiegano. Palolem fa il lavoro.

Quando sei pronto, Palolem genera i file degli adempimenti già nel formato giusto: tu li scarichi, controlli e carichi sul portale. L'invio resta in mano tua.

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