Academy/Burocrazia/Alloggiati Web, spiegato
Burocrazia · Guida

Alloggiati Web, spiegato

La comunicazione degli ospiti alla Questura, spiegata semplice: chi deve farla, entro quando, quali dati servono e come si invia senza prendere multe. Aggiornata alle regole 2025.
Acquerello di un registro alloggiati e documenti d'identità su scrivania di legno, atmosfera ordinata e calma
Aggiornata · giugno 20266 mingratisente: Questura
In questa guidaChi deve farla (spoiler: anche tu)Entro quandoCosa serve, per ogni ospiteCome si fa, passo per passoGli errori che costano (visti dalle Questure)La regola 2024–2025 sugli affitti brevi: identificazione "de visu"Attenzione: Alloggiati non è l'ISTAT, e non è la tassa di soggiornoDomande velociQuanto rischi davvero
In sintesi
enteQuestura
quandoad ogni ospite
aggiornatagiugno 2026
Portale ufficiale ↗

Apri la casa, arriva il primo ospite, e scopri che entro 24 ore devi mandare i suoi dati alla Questura. Si chiama comunicazione Alloggiati, e non è facoltativa: è una legge del 1931 (sì) che vale per chiunque dia alloggio in Italia — anche per una notte, anche per un monolocale, anche se affitti su Airbnb senza partita IVA. In pratica: per ogni ospite che dorme da te, trasmetti nome, documento e date alla Polizia di Stato tramite un portale che si chiama Alloggiati Web. Sembra poco; il problema è che si ripete a ogni cambio ospite, ha tempi stretti, e una dimenticanza è un reato — non una semplice multa. Vediamo come funziona davvero, senza burocratese.

#Chi deve farla (spoiler: anche tu)

L'obbligo nasce dall'articolo 109 del TULPS e dal 2018 (Decreto Sicurezza) vale esplicitamente anche per affitti brevi e locazioni turistiche sotto i 30 giorni. Quindi: hotel e B&B, ma anche case vacanza, affittacamere e il privato che affitta su Airbnb o Booking. Due cose che spiazzano chi inizia:

  • Avere i dati sulla piattaforma non basta. Airbnb non comunica per te: l'invio ad Alloggiati è responsabilità tua.
  • Vale anche senza partita IVA. Anche il locatore occasionale è tenuto a farlo.

#Entro quando

  • 24 ore dall'arrivo per i soggiorni normali.
  • 6 ore se il soggiorno dura meno di 24 ore (regola in vigore dal 2022).
  • Valgono anche sabato, domenica e festivi: il portale accetta invii 24 ore su 24.
  • Oltre i 30 giorni, si rifà la comunicazione ogni 30 giorni.

La trappola classica è il check-in serale: un ospite che arriva alle 23 per una sola notte andrebbe comunicato entro le 5 del mattino. Sui soggiorni di più notti hai 24 ore, più comodo — ma non rimandare "a quando ho tempo".

#Cosa serve, per ogni ospite

I dati: nome e cognome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo/numero/luogo di rilascio del documento, data di arrivo e numero di notti. Sul documento, tre punti che fanno inciampare:

  • La patente non vale. Per la Questura non è documento d'identità: servono carta d'identità o passaporto (passaporto per gli extra-UE). Anche i documenti scaduti non valgono.
  • Vanno comunicati tutti, anche i bambini. Niente esenzioni per età. Chi viaggia in famiglia si collega al "capofamiglia", ma nessuno si salta.
  • Niente fotocopie del documento. La prassi corretta, per privacy, è verificare l'identità e trascrivere i dati — non conservare foto o scansioni.

#Come si fa, passo per passo

  • Una volta sola — le credenziali. Richiedi l'abilitazione alla Questura competente (modulo + PEC). Ti arrivano username, password e codice struttura. L'accesso richiede l'autenticazione a due fattori.
  • A ogni ospite — le schedine. Entri sul portale (alloggiatiweb.poliziadistato.it) e compili una "schedina" per ogni ospite. Due strade: a mano, oppure caricando un file già pronto generato da un software compatibile.
  • Invii e conservi la ricevuta. Dopo l'invio il sistema genera una ricevuta: è la tua prova di aver adempiuto. Conservala 5 anni (va bene il digitale; scaricala entro 30 giorni).

#Gli errori che costano (visti dalle Questure)

  • Comunicare fuori tempo — il più frequente, e con i check-in tardivi è un attimo.
  • Dimenticare un nuovo arrivo a metà soggiorno: i nuovi ospiti vanno comunicati anche se la prenotazione è la stessa.
  • Usare la patente (rifiutata).
  • Non comunicare tutti (i minori si dimenticano spesso).
  • Non conservare la ricevuta: in un controllo, senza, non provi nulla.

#La regola 2024–2025 sugli affitti brevi: identificazione "de visu"

Qui la novità più importante per le locazioni brevi. Una circolare del Ministero dell'Interno (novembre 2024), poi confermata dal Consiglio di Stato (novembre 2025), ha chiarito che l'identità dell'ospite va verificata de visu, controllando che il documento corrisponda a chi hai davanti — di persona oppure in video in tempo reale (videochiamata o videocitofono che ti facciano vedere ospite e documento al momento dell'ingresso). Conseguenza pratica: il self check-in totalmente automatizzato — key box o codici che fanno entrare senza che nessuno veda l'ospite — non è considerato a norma rispetto all'art. 109. Puoi usare il digitale per raccogliere i dati prima, ma il riconoscimento vero deve avvenire dal vivo o in video, sul momento. È un tema ancora in evoluzione e molto dibattuto: se fai self check-in, tienilo d'occhio.

#Attenzione: Alloggiati non è l'ISTAT, e non è la tassa di soggiorno

Tre adempimenti diversi che si confondono di continuo:

  • Alloggiati Web → pubblica sicurezza, va alla Questura. (questa guida)
  • Ross1000 / ISTAT → statistiche turistiche, vanno alla Regione.
  • Tassa di soggiorno → un'imposta, va al Comune.

Farne uno non copre gli altri: portali, formati e scadenze diversi. (Dettaglio che pochi sanno: dal 2019 i dati Alloggiati sono condivisi anche con l'Agenzia delle Entrate, per i controlli sui redditi da locazione breve.)

#Domande veloci

  • Devo comunicare anche i bambini? Sì, tutti, neonati compresi.
  • Posso usare la patente? No. Carta d'identità o passaporto.
  • E se il portale è in tilt? Invii appena possibile e conservi prova del malfunzionamento (screenshot/PEC).
  • Posso delegare un collaboratore? Sì, ma la responsabilità resta tua: meglio una delega scritta.
  • Privato senza partita IVA? Vale lo stesso.
  • Una prenotazione = una comunicazione? No: conta ogni arrivo.

#Quanto rischi davvero

Mettiamola onesta, senza terrorismo. La legge tratta l'omessa o tardiva comunicazione come reato (penale), non come multa amministrativa: arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a ~206 €, in teoria per ogni ospite non comunicato. Detta così spaventa. Nella pratica, per una dimenticanza isolata, si parla di sanzioni modeste, spesso chiudibili con oblazione. Il punto non è la paura: è che è un obbligo serio, a tempi stretti, che torna a ogni cambio ospite — quindi conviene un metodo che non te lo faccia dimenticare.

Il modo semplice

Adempimenti così non sono difficili: sono ripetitivi e a scadenza, ed è lì che si sbaglia. Il file delle schedine — quello che il portale ti fa caricare — Palolem te lo genera già pronto, nel formato esatto che Alloggiati pretende: tu lo scarichi, lo controlli e lo invii. Non comunichiamo noi al posto tuo, e non è un caso: sui dati degli ospiti e sui rapporti con lo Stato, l'ultima parola resta tua.

Il modo semplice

Le guide spiegano. Palolem fa il lavoro.

Quando sei pronto, Palolem genera i file degli adempimenti già nel formato giusto: tu li scarichi, controlli e carichi sul portale. L'invio resta in mano tua.

Inizia gratis
← Torna ad Academy